La meglio gioventù/ Lisa

Per motivi di lavoro quest’anno ho avuto l’occasione di incontrare diversi ragazzi dai 19 ai 27 anni, di farli parlare di se stessi e di come immaginano il proprio futuro.

Palare con i ragazzi spesso mi fa ritrovare pezzi di me, da cui tolgo la polvere del tempo e che tornano a farmi battere il cuore. Un po’ come quando prendi un bicchiere del servizio buono riposto da anni nella credenza: è appannato dalla polvere, ma basta lavarlo un attimo e il cristallo di cui è fatto torna immediatamente a brillare.

Mi piacciono in particolare i ragazzi che hanno passione, che sanno ammettere le proprie fragilità, che non nascondono i propri errori ma da questi sanno risollevarsi un po’ meno stronzi di chi gli stessi errori non li commette, che sanno lanciarsi in terreni sconosciuti, che credono che attraverso il proprio impegno qualcosa di bello e buono per gli altri si possa fare.

Con questi post dal titolo La meglio gioventù racconterò di alcuni dei ragazzi che ho incontrato.

LISA

Lei ha dei bellissimi occhi marroni, un sorriso coperto dalla mascherina ma che si capisce essere apertissimo, indossa il (lo?) Hijab, non si trucca. La chiamerò Lisa.

Ha 26 anni, è prossima alla laurea e opera presso un centro che si occupa di parità di genere.

Ha un disturbo specifico di apprendimento diagnosticato solo dopo i 20 anni, ma lo ha compensato con un enorme impegno nello studio, tanto da renderlo invisibile ai suoi stessi insegnanti, e si è diplomata con ottimi voti.  

E’ molto legata alla sua comunità: fa da traduttrice e da mediatrice interculturale, aiuta i bambini a fare i compiti, accompagna le mamme alle udienze con gli insegnanti, aiuta le donne neoarrivate a capire la nostra cultura e ad orientarsi nella ns società, le accompagna dal medico e nei vari uffici, insegna italiano.

I suoi occhi brillano quando parla delle sue passioni: il diritto internazionale, l’immigrazione e quella minorile in particolare, la violenza di genere. Spesso – mi dice – le donne della sua comunità, si privano di libertà personali e opportunità, non perché gli siano negate, ma perché neanche sanno che esistono o peggio neanche pensano di poterle avere, di averne il diritto in quanto persone, in quanto donne.  

Lei sta costruendo per se un lavoro che le permetta di aiutare gli altri, le donne in particolare: che combatta gli stereotipi culturali e di genere, che le salvi dall’isolamento sociale, dalla sudditanza al ruolo coniugale, dalla violenza, che tuteli loro e i loro bambini, che potenzi il loro empawerment economico.

Lei per me è Lisa Simpson che, sdegnata dai messaggi sessisti propinati alle bambine dalla nuova bambola Malibu Stacy, ne crea una nuova versione: emancipata, colta, non sessualizzata, che veicola messaggi femministi per aiutare le sue coetanee a liberarsi dagli stereotipi che il mercato impone loro (ricordate la bellissima puntata 14 della stagione 5 Lisa vs Malibu Stacy?)

Alla piccola femminista gialla non è andata molto bene in quell’episodio, alla mia Lisa, sono sicura, andrà molto meglio…

Un pensiero su “La meglio gioventù/ Lisa

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...